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La normativa sul contrabbando di sigarette
La normativa sul contrabbando di sigarette, che regola e punisce chiunque traffichi illegalmente tabacchi, è disciplinata dal Testo Unico delle Disposizioni Legislative in materia doganale (TULD) ovvero il Decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n.43. Normativa sul contrabbando di sigarette: cosa prevede
Nel caso specifico del contrabbando di sigarette, la normativa prevedeva l’inflizione di sanzioni di carattere penale a chiunque fosse stato scoperto trasportare illecitamente prodotti del tabacco, con applicazione di una multa di 5 euro per ogni grammo di prodotto, e comunque, in misura non inferiore a 516 euro.
Negli ultimi anni però le sanzioni che regolano il contrabbando di sigarette sono cambiate, eliminando la pena di reclusione a favore invece di multe più pesanti.
Con l’entrata in vigore del Decreto legislativo 6 febbraio 2016, n.8, recante “Disposizioni in materia di depenalizzazione, a norma dell’articolo 2, comma 2, della legge 28 aprile 2014, n. 67.” infatti, è stata introdotta la depenalizzazione del contrabbando di tabacchi, che prevede per chi contrabbanda tabacchi lavorati esteri fino a 10 kg una sanzione di carattere amministrativo e non più penale, che va da un minimo di 5.000 euro a un massimo di 50.000 euro.
Da febbraio 2016, in sostanza, è entrato in vigore l’art 291 bis del DPR 43/1973, la cui giurisprudenza, come già rilevato, prevede che il reato di “contrabbando semplice di tabacchi”, ovvero fino a quantità pari a 10 kg, non abbia più rilevanza penale, con però un conseguente inasprimento delle sanzioni, che, come ricordato, vanno da un minimo di 5.000 euro, fino a un massimo di 50mila euro, oltre ovviamente al sequestro del tabacco di contrabbando.
Oggi dunque, la procedura nei confronti di un contrabbandiere che viene scoperto a trasportare illegalmente tabacchi prevede la stesura di un verbale di sequestro delle sigarette di contrabbando recante ad oggetto il reato di contrabbando doganale, sulla cui pena giocheranno un ruolo fondamentale le quantità di tabacco sequestrate. La discriminante infatti riguarderà il possibile reato di contrabbando aggravato, ossia con quantità di sigarette superiori ai 10 kg. In caso di quantità inferiori invece si parlerà di contrabbando semplice e non aggravato.
All’art 296 del DPR 43/1973, si specifica inoltre che in caso di recidiva, ovvero nel caso in cui lo stesso soggetto commetta nuovamente il reato di contrabbando, è prevista la reclusione fino a un anno, con l’aggravante che, se nel commettere il reato precedente è stato punito con una semplice multa, la pena della reclusione può essere aumentata della metà o anche di due terzi.

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